giovedì 26 maggio 2011

Rapporto Istat 2010: 1 italiano su 4 rischia la povertà

ROMA- Italiani? Sempre più poveri. "Nel nostro Paese circa un quarto della popolazione (24,7%) sperimenta il rischio di povertà o esclusione, un valore superiore alla media Ue (23,1%)". Questa la drammatica fotografia che emerge dal nuovo rapporto pubblicato oggi dall'Istat.
Il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, alla presentazione del rapporto ha affermato: "L'Italia ha pagato, a causa della recessione, un prezzo elevato in termini di produzione e di occupazione, ma ne ha anche limitato l'impatto sociale ed ha evitato crisi sistemiche analoghe a quelle di altri paesi. La ricchezza di cui dispongono le famiglie, un tessuto produttivo robusto e flessibile, l'ampio ricorso alla cassa integrazione, il rigore nella gestione del bilancio pubblico, le reti di aiuto informale sono gli elementi che spiegano perché la caduta del reddito prodotto, la più forte tra i grandi paesi industrializzati, non si è trasformata in una crisi sociale di ampie dimensioni".

CHI E DOVE SONO I NUOVI POVERI
Naturalmente chi avverte di più il malessere della crisi sono i giovani e il Sud. Quasi il 57% di chi abita nel Mezzogiorno rischia la povertà. Nel biennio 2009-2010 gli under 30 hanno perso 501.000 posti di lavoro e molti ancora non trovano un piccolo lavoro che li permetta di essere indipendenti.
Il divario tra Nord e Sud continua a crescere e le famiglie si indebitano sempre di più per cercare di vivere secondo gli standard. L'Italia sempre più lontana dall'Europa sia dal punto di vista occupazionale ma anche alivello scolastico. Nella Strategia Europa 2020, il 40% dei 30-34enni deve avere un'istruzione universitaria o equivalente: attualmente l'Italia si attesta al 19,8% contro una media Ue pari già al 32,3%.

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