giovedì 26 maggio 2011

Primo G8 del Mediterraneo a Roma: “La primavera araba non si trasformi in inverno”


ROMA- Sostenere la primavera araba dal punto di vista economico, per un risveglio concreto dei Paesi protagonisti di cambiamenti epocali.
Questo il senso del primo G8 del Mediterraneo, che si terrà a Roma il prossimo luglio.
 
Ad annunciarlo è il ministro dell'Economia,Giulio Tremonti, a conclusione di una riunionedell’Aspen- Italia (organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950 con scopi filantropici a sostegno di progetti volti a migliorare la qualità della vita contemporanea), di cui è Presidente.
L’idea di un G8 Mediterraneo era stata già lanciata in occasione dell' assemblea del Fondo monetario a Washington, e si è poi consolidata grazie alle ultime promesse di Obama di un piano di aiuti ad hoc per i paesi-scenario delle recenti rivolte.
Tremonti ha precisato che «c'è consenso dei nostri partner» e che per la riunione verranno coinvolte soprattutto le banche di sviluppo quali la Bei e la Bers: la prima è la Banca europea per gli investimenti e la seconda è la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.
Nel caso di quest'ultima, ha spiegato, si pensa anche all'ipotesi di una conversione del suo campo d'azione dai Paesi dell'Est a quelli del Sud dell'Europa.
Il ministro ha sottolineato l'importanza di aiutare la «primavera araba» per arginare i flussi migratori, e le conseguenti tensioni sociali diffuse nei paesi d’arrivo: «Bisogna cercare un equilibrio su questi fatti per evitare di morire tutti nazisti». «I fatti migratori - ha spiegato Tremonti, facendo un'analisi dei problemi legati ai Paesi del Sud del Mediterraneo - hanno in sé una carica di problemi sociali e di problemi politico-immaginari causati dalla paura del nuovo, dell'esterno e del diverso. Questi problemi sono alla base della crescita degli estremismi di destra nel Nord Europa. Secondo Tremonti «è nostro interesse intervenire ed equilibrare».
Alla riunione Aspen era presente anche l’ex presidente della compagnia mediorientale Orascom, l’egiziano Naguib Sawiris, che ha a sua volta ribadito l’importanza di agire efficacemente e il prima possibile, affinché “la primavera araba non si trasformi in inverno”.
«Sono numerose le sfide» che aspettano il Nord Africa e l'Egitto, ha proseguito Sawiriss. «Sfide economiche - l'Egitto attualmente registra un calo del turismo del 30% ed è il settore di maggior importanza per il paese - e democratiche», ha spiegato Sawiris.
Il rischio, ha detto l'imprenditore egiziano è «che si rafforzino le forze religiose estremiste anche perché c'è stato poco tempo per prepararsi. «Non vogliamo un Paese di tipo iraniano. Il vostro aiuto - ha sottolineato l'egiziano rivolgendosi all'Ue -è indispensabile».
Da segnalare poi l’intervento del presidente dell'Institut Arabe des Chefs d'Entreprises e tunisino, Chekib Nouira, che ha dichiarato: “Non chiediamo di entrare nell'Ue ma nel mondo della libertà e della democrazia. Vogliamo investire in democrazia che è un buon business e per questo abbiamo bisogno dei nostri amici e dei nostri partner”. 

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