Zola Predosa (Bo) – Si è tenuta stamani all’Hotel Continental, l’Assemblea Costituente dell’Unione Federalista, nuova sigla che si affaccia nell’agone politico con lo scopo di trasformare l’Italia in un paese realmente federale, prendendo come spunto il modello elvetico che garantisce unione e coesione nelle diversità, e che attribuisce maggiore spazio alla partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Ha iniziato i lavori, Giancarlo Pagliarini (nominato poi Segretario Generale del movimento) candidato a sindaco di Milano nell’ultima tornata elettorale che si sta svolgendo nel capoluogo lombardo, che ha illustrato in alcuni punti le ragioni per le quali è necessario modificare l’attuale sistema politico. “Chi detiene il potere – ha esordito Pagliarini – continua ad allontanarsi dalla vita reale, ponendo un muro fra sé e le esigenze dei cittadini che ormai non partecipano più. Basti pensare a questa Costituzione che questa classe politica proprio non vuole modificare, impedendo ogni tipo di miglioramento. Parlando di temi economici di stretta attualità, il sistema europeo è destinato a collassare su sé stesso, dal momento che la Grecia fra poco sarà costretta ad uscire dall’Euro. Dovendo dichiarare fallimento per la storia del debito pubblico, del tutto incontrollato, che trascinerà appresso anche la Germania e le banche dei Lander. La nostra casta politica – rivolgendosi poi agli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra – ha ormai deciso di far vincere Pisapia a Milano, per spianare la strada alla vittoria della sinistra alle politiche e cercare di stare lì per ancora qualche anno. Naturalmente, secondo la logica dello scarica barile imperante nel nostro paese, visto che si ritroverà con un debito abnorme da colmare addosserà le colpe a Berlusconi, e troverà così la “giustificazione morale” per aumentare ulteriormente le tasse”.
L’ex Ministro del Bilancio ha quindi indicato due alternative: “O il paese si separa consensualmente dando al Sud (che ha un’economia debole) l’opportunità di abbandonare l’Euro (moneta forte), attraverso il meccanismo della svalutazione competitiva che attrae capitali e permette alla sua economia finalmente di riprendersi sfruttando le immense risorse di cui dispone, oppure si deve trasformare l’Italia in una Repubblica Federale con un cambiamento totale dell’attuale assetto politico in cui esistono statalisti di destra e di sinistra che hanno allontanato i cittadini dalla vita politica. Nemmeno il tanto decantato federalismo fiscale voluto dalla Lega Nord servirà a qualcosa, visto che il debito futuro come al solito si trasferirà alle generazioni che verranno. Questa ormai è diventata la Repubblica Sovietica Italiana, in cui Berlusconi – ha poi terminato Pagliarini, lanciando un’autentica bordata all’attuale premier – è un comunista visto che non ha mai voluto abbassare le tasse in tanti anni di governo, e riducendoci quindi quasi sullo stesso piano di Cuba e della Corea del Nord”.
Ha poi preso la parola, Paolo Bonacchi Presidente Onorario dell’Unione Federalista che ha evidenziato come “il federalismo, così come lo intendeva l’indimenticato professor Miglio, è una struttura flessibile che è sempre possibile cambiare, attraverso un patto che non può essere affatto quello stipulato dalla Lega Nord e da Berlusconi che stanno esaltando la partitocrazia. Spetterà ai giovani, cambiare le carte in tavola e battersi per cambiare in meglio l’Italia che così com’è concepita, con questo regime partitocratico, presto crollerà. Siamo orgogliosi di chiamarci Unione, non Lega e questo – ha avvertito Bonacchi – deve essere ben chiaro, dal momento che l’unica alternativa che conosciamo è il modello federale svizzero con il quale intendiamo essere sempre a contatto con i cittadini. Non siamo – ha poi concluso – né dalla parte di Berlusconi, né di Bossi, né tantomeno di D’Alema o di qualsiasi altro”.
Presenti alla nascita di questo nuovo soggetto politico anche delegazioni di altri movimenti autonomisti come la Lega Sud Ausonia per la quale “si tratta di un’ottima iniziativa che seguiamo con grande interesse, proseguendo la nostra battaglia per la libertà. Riteniamo che Pagliarini debba essere il leader di una coalizione che unisca tutti i movimenti federalisti, presentandosi alle prossime elezioni per promuovere il vero cambiamento, contro questo regime. Siamo presenti da oltre 15 anni al Mezzogiorno e questo è il momento migliore per mandare a casa questa classe politica che ci ha ridotti sul lastrico. Dal canto nostro – fa sapere in una nota il segretario federale del principale movimento meridionalista, Gianfranco Vestuto – ci facciamo portavoce per organizzare una conferenza internazionale di tutti i movimenti autonomisti da tenersi magari entro il 2011 invitando alla discussione che vogliamo portare avanti, anche quelli Europei”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Partito del Popolo Veneto, il cui leader Luca Bagliani ha indicato nella “proposizione di leggi vicine ai cittadini un primo valido punto di partenza per strutturare la nostra azione sul territorio. È ora che il popolo torni ad essere artefice del proprio destino”.
fonte:
Nessun commento:
Posta un commento