REDAZIONE - ITALIA TIZIANA ALTERIO
tuesday 24 may 2011
ROMA- 16.350, 17.571 ….. non sono semplici numeri ma è il cuore pulsante di Italian Revolution, il gruppo Facebook nato il 18 maggio scorso. Un tam tam che corre veloce, velocissimo perché l’indignazione è forte.
La primavera araba, passata da Madrid è arrivata così in Italia, gli Indignados sono diventati “Italian revolution – Democrazia reale ora!”
Una sete di libertà, democrazia, giustizia sociale che sta attraversando l’intero mediterraneo. Paesi diversi con culture, linguaggi, storie diverse che in questo momento della storia dell’umanità si uniscono per attualizzare un cambiamento epocale.
Questa è la dimostrazione che se l’umanità è stata concepita in modo tale che tutti insieme, tutti gli individui hanno un rapporto tra loro così come lo hanno i membri di un organismo vivente con tutto l’organismo, ciò vuol dire che se una parte dell’umanità soffre, ciò non è indifferente al resto del mondo poiché siamo tutti "interconnessi".
tuesday 24 may 2011
La primavera araba, passata da Madrid è arrivata così in Italia, gli Indignados sono diventati “Italian revolution – Democrazia reale ora!”
In pochissimi giorni sono nati sottogruppi in ogni singola città per un miglior coordinamento locale delle iniziative: Napoli, Roma, Bologna, Milano,Taranto, Livorno, Catania, Treviso e tante altre.
Un movimento spontaneo, pacifico e apartitico che utilizza i social network più diffusi, Facebook e Twitter per mobilitarsi e chiedere vera democrazia e giustizia sociale.
Si legge in alcuni post : “basta co sti partiti ragazzi...... ma organizziamoci davvero anche noi!
anche noi in piazza!!!!!!scendiamo tutti in piazza!
anche noi in piazza!!!!!!scendiamo tutti in piazza!
E ancora: "Bisogna far capire a TUTTI che la politica siamo noi, con i nostri bisogni, il nostro futuro, il nostro impegno. Fatelo capire a chi vi sta vicino, insistete ...."
E non manca poi l’appoggio di chi una rivoluzione l’ha appena fatta “Il Popolo egiziano a sostegno del popolo italiano per raggiungere la libertà”
Da venerdì 20 maggio a Bologna si è costituito un presidio permanente, in Piazza del Nettuno. L’obiettivo è sperimentare, attraverso assemblee autogestite e l’occupazione ad oltranza della piazza, nuove forme di partecipazione democratica, civile e non violenta.
Una sete di libertà, democrazia, giustizia sociale che sta attraversando l’intero mediterraneo. Paesi diversi con culture, linguaggi, storie diverse che in questo momento della storia dell’umanità si uniscono per attualizzare un cambiamento epocale.
Questa è la dimostrazione che se l’umanità è stata concepita in modo tale che tutti insieme, tutti gli individui hanno un rapporto tra loro così come lo hanno i membri di un organismo vivente con tutto l’organismo, ciò vuol dire che se una parte dell’umanità soffre, ciò non è indifferente al resto del mondo poiché siamo tutti "interconnessi".
Soltanto la miopia di una politica italiana che non ha una visione globale dell’umanità ma, al contrario, uno sguardo ristretto e concentrato sui propri interessi, non valuta che il "vento della rivoluzione" può, finalmente, soffiare anche dalle nostre
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